E’ stata recentemente pubblicata una revisione sistematica della letteratura che aveva lo scopo di indagare l’impatto della pandemia sulla salute mentale in diverse condizioni: popolazione generale, operatori sanitari e pazienti con COVID-19 oppure con altre patologie pre-esistenti.

Sono stati analizzati i risultati provenienti da 62 articoli pubblicati tra novembre 2019 e maggio 2020, che riguardavano complessivamente 162.639 partecipanti in 17 paesi diversi. I sintomi più comuni sono risultati l’ansia (33%), la depressione (28%) e lo stress (40%). Le percentuali si riferiscono alla presenza di sintomi clinicamente rilevanti, misurati tramite scale validate.

Confrontando le diverse condizioni, è stato riscontrato un impatto simile tra popolazione generale e operatori sanitari, mentre gli effetti negativi sono stati maggiori tra i pazienti postivi al COVID-19 e in persone affette da malattie pre-esistenti (diabete di tipo 2, cancro, Morbo di Parkinson).

Tra i fattori che aumentavano il rischio di sviluppare un disturbo mentale sono stati riportati: essere donna, essere infermieri, un basso status socio-economico, l’isolamento sociale e l’eccessivo tempo trascorso a seguire le notizie sulla pandemia.

Risultava invece protettivo disporre di risorse mediche adeguate, avere informazioni sulla salute aggiornate e accurate e adottare misure preventive.

Sono tante le riflessioni che si possono fare partendo da questi risultati.

Una fra tutte: questa tempesta, che ci ha travolti tutti, colpisce più forte proprio chi ha meno risorse per farvi fronte.

Per consultare l’articolo: https://www.sciencedirect.com/…/pii/S0165178120310209

Categories:

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *