Il termine demenza identifica una sindrome clinica in cui le difficoltà cognitive e/o comportamentali portano a non essere più autonomi nella vita quotidiana, prima in compiti complessi e, mano a mano che la malattia progredisce, anche in compiti di base come la cura personale.

Sono diverse le malattie neurodegenerative che possono causare demenza. La più comune e, per questo, anche la più studiata, è la malattia di Alzheimer. Il carico assistenziale, emotivo ed economico della malattia di Alzheimer è estremamente rilevante, tanto da includerla tra le priorità di salute pubblica globale.

Inoltre, con l’aumento dell’aspettativa di vita, si prospetta un aumento del numero delle persone con demenza nel mondo, tanto da parlare tra esperti nell’ambito di pandemia prima che questa parola diventasse tristemente familiare a tutti noi. Al momento, nonostante gli enormi sforzi dei ricercatori in tutto il mondo, non esiste una cura farmacologica che permetta di fermare la malattia.

La ricerca scientifica ha però evidenziato che esiste una fase molto lunga che precede la comparsa dei sintomi, mettendo in luce quali siano le azioni appropriate di prevenzione che permettono di ritardare l’insorgenza dei sintomi e rallentarne la progressione.

Sono da tempo conosciuti diversi fattori di rischio modificabili per la demenza, che agiscono in diverse fasi di vita:

– Giovani: bassa scolarizzazione
– Mezza età: perdita dell’udito, ipertensione, obesità
– Anziani: isolamento sociale, depressione, fumo, inattività fisica, diabete.

Azioni efficaci e mirate di salute pubblica a livello di popolazione generale su questi fattori potrebbero portare a una riduzione dell’incidenza di demenza del 35-40%.

E’ quindi importante mantenere uno stile di vita sano e attivo e tenere sotto controllo i fattori di rischio cardiovascolare lungo tutto il corso di vita.

Come? Facendo esercizio fisico regolarmente, seguendo una dieta varia ed equilibrata, impegnandosi in attività stimolanti dal punto di vista cognitivo e sociale.

E quando iniziano i sintomi? Si parla di prevenzione secondaria e terziaria. Nell’infografica sono indicate tutte le azioni raccomandate per cui c’è un buon livello di evidenza scientifica.

Anche nelle fasi avanzate di malattia è possibile fare molto per migliorare la qualità della vita delle persone con demenza e dei familiari che se ne prendono cura.

Purtroppo sarebbero necessari investimenti importanti perché tutto questo venga effettivamente realizzato su larga scala e sia accessibile per tutti.

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